
L’anno scorso c’erano arrivati vicinissimi contro il Real di Cristiano Ronaldo, ma quest’anno non hanno sbagliato: il Liverpool di Jurgen Klopp alza la coppa dalle “grandi orecchie” per la sesta volta nella sua storia. Il Tottenham di Mauricio Pochettino si è trovato nella condizione di rincorerre i reds già dal secondo minuto di gioco, quando Mohamed Salah ha realizzato con estrema fredezza la rete del vantaggio su rigore (fallo di mano di Sissoko). Non sono bastati gli sforzi degli Spurs per recuperare il risultato, che hanno visto infrangere tutte le loro possibilità di rimonta con il gol di Origi, subentrato a Roberto Firminio, all’87esimo minuto di gioco. L’uomo in più del Liverpool è stato senza ombra di dubbio Allison, il portiere brasiliano ex Roma che ha dato vita ad una delle sue solite prestazioni sopraffine. L’anno scorso la finale di Champions di Kiev tra Liverpool e Real Madrid, infatti, fu molto condizionata dalla prestazione non eccellente di Karius, ex portiere dei reds. Le squadre inglesi si sono distinte molto quest’anno, basti pensare che le quattro finaliste euoropee sono della Premier League e tra queste non c’è neanche la prima classificata (Manchester City). Una stagione incredibile per Klopp, che conferma l’intenzione di rimanere in Inghilterra con un contratto faraonico, allontanandosi così dalle voci di mercato che lo portavano alla Juve. I tifoi del Liverpool hanno decorato la splendida location del Wanda Metropolitano con il loro celebre coro “You will never walk alone”, che ci permette di capire quanto sia importante questa squadra per loro. C’hanno creduto fino alla fine, anche quando al Camp Nou erano sotto di tre reti. Si sono armati di forza di volontà e hanno ribaltato il risultato finale con un quattro a zero ad Anfield. L’ultima Champions vinta dal Liverpool, infatti, è stata nel 2007 contro il Milan e nonostante la squadra italiana fosse sopra di tre gol, i reds hanno recuperato e vinto la partita ai calci di rigore. Insomma, passano gli anni ma la mentalità del Liverpool non cambia: sempre a testa alta, mai definirsi sconfitti. Il sudore e la fatica, a distanza di un anno da Kiev, hanno ripagato ampiamente.